7 Ottobre 2023 • Aggiornato English language icon Icona lingua italiana
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Rapporto sullo stupro di Palermo: nuovi arresti, truffe online e rischi per gli indagati in carcere

La notizia in breve

Il caso dello stupro di Palermo continua a suscitare scalpore e indignazione. Dopo l’arresto di sei persone, tra cui un minorenne, ieri è stato nuovamente ricondotto in carcere anche il ragazzo più giovane. Sul tema si sono pronunciati mezzi di comunicazione come Adnkronos, ANSA, Corriere della Sera, Fanpage, Il Fatto Quotidiano e Il Post.

L’indagato più giovane è stato messo di nuovo dietro le sbarre perché, secondo le autorità competenti, avrebbe scritto su TikTok di essere cercato dalle ragazze. Dettagli raccapriccianti emersi durante le indagini riportano anche delle affermazioni del ragazzo, che avrebbe detto: “Ci siamo divertiti, è anche svenuta”.

Sul Web, nel frattempo, è emerso un malvagio schema di Telegram, che truffa coloro che cercano il video dello stupro, facendoli cadere in una trappola. Nel frattempo, si è levata la voce dell’accusa che sostiene come i sei arrestati rischino violenze in carcere, chiedendo il trasferimento immediato.

In risposta alle minacce e alle pressioni dei detenuti, alcuni media hanno sollecitato urgenza nella decisione di spostare i ragazzi in altre carceri. Molti si chiedono se il linciaggio di un criminale sia effettivamente un favore alla vittima.

Infine, si fa luce su chi ha soccorso la giovane di 19 anni dopo la violenza subita. Le indagini in corso stanno cercando di ricostruire i dettagli di quanto accaduto dopo l’aggressione. La vicenda è ancora aperta e suscita profonda indignazione nel paese.



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