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Tragedia a Caserta: neonata trovata morta nella culla, avviata inchiesta per lesioni sospette

Tragedia a Caserta: neonata trovata morta nella culla, avviata inchiesta per lesioni sospette

Foto di: Fanpage

Una neonata è stata trovata morta nella sua culla a Caserta e gli investigatori hanno disposto un’autopsia per determinare le cause del decesso. La neonata presentava lividi e ustioni, il che ha portato al sequestro dei cellulari dei genitori. Secondo quanto riferito, i genitori hanno chiamato il 118 affermando che l’acqua del bagnetto era troppo calda. Sul corpo della neonata sono state riscontrate ecchimosi e scottature, motivo per cui è stata avviata un’inchiesta sull’accaduto.



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Scontro tragico sulle rotaie di Brandizzo: indagine sulla negligenza nel caso del treno mortale

Scontro tragico sulle rotaie di Brandizzo: indagine sulla negligenza nel caso del treno mortale

Foto di: Fanpage

La Procura sta indagando sul mancato nulla osta nell’incidente del treno di Brandizzo, in cui è morta una persona. Il ministro Salvini ha dichiarato che anche un solo morto sul lavoro è troppo. Le ultime telefonate tra l’addetta di Rfi e l’uomo-scorta rivelano che dovevano fermarsi e non iniziare i lavori, perché doveva ancora passare un treno. Il tecnico Antonio Massa, che ha autorizzato gli operai nel cantiere, ha riferito di aver preso farmaci per dormire e di essere inconsolabile.



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La strage di Brandizzo: indagini sulla mancanza di autorizzazione e la tragedia del tecnico

La strage di Brandizzo: indagini sulla mancanza di autorizzazione e la tragedia del tecnico

Foto di: Fanpage

La strage avvenuta a Brandizzo, in cui un treno ha investito un cantiere uccidendo tre persone, ha scosso l’opinione pubblica e sollevato interrogativi sulla sicurezza sul lavoro. L’indagine della Procura si concentra sul nulla osta mancante, che avrebbe dovuto autorizzare i lavori. Matteo Salvini ha dichiarato che anche un solo morto sul lavoro è troppo. Nel frattempo, sono emerse delle telefonate zwischen l’addetta di Rfi e l’uomo-scorta, in cui si consigliava di fermarsi perché doveva ancora passare un treno. Gli inquirenti stanno cercando di far luce sulla mancanza di quest’autorizzazione. Il Corriere della Sera ha raccontato la storia del tecnico che aveva dato il via libera ai lavori, raccontando di come abbia sofferto per l’accaduto, assumendo farmaci per dormire e provando un dolore inconsolabile. Si continua a ricostruire gli ultimi avvenimenti e le chiamate effettuate nella notte dell’incidente, che suggeriscono che non ci fosse il via libera ai lavori.



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La strage di Brandizzo: il nulla osta mancante e le telefonate fatali rendono il caso inquietante

La strage di Brandizzo: il nulla osta mancante e le telefonate fatali rendono il caso inquietante

Foto di: Fanpage

La recente strage avvenuta sul treno a Brandizzo continua a far emergere nuovi dettagli e ad alimentare la discussione. La Procura sta attualmente indagando sul nulla osta mancante, che avrebbe potuto evitare la tragedia. Il ministro dell’Interno Salvini ha espresso il suo dispiacere per l’accaduto e ha ribadito che anche un solo morto sul lavoro è troppo. Il quotidiano Il Fatto Quotidiano ha pubblicato le telefonate intercorse tra l’addetta di Rfi e l’uomo-scorta a Brandizzo, in cui si sente l’invito a non iniziare i lavori perché doveva ancora passare un treno. La Procura indaga proprio sul nulla osta mancante a Brandizzo. Il sito Fanpage ha riportato le ultime telefonate prima dell’incidente, in cui si sente nuovamente l’avvertimento a rimanere fermi perché doveva ancora passare un treno. Infine, il Corriere della Sera ha intervistato il tecnico Antonio Massa, colui che ha dato il via libera agli operai nel cantiere di Brandizzo, descrivendo il suo stato d’animo con l’uso di farmaci per dormire e un pianto inconsolabile. La stragedia di Brandizzo continua a sconvolgere l’opinione pubblica e ad evidenziare responsabilità e negligenze che dovranno essere chiarite dall’inchiesta in corso.



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Tragedie sull'Ortles e il Monte Sperone: morti e feriti nel mondo dell'alpinismo altoatesino

Tragedie sull'Ortles e il Monte Sperone: morti e feriti nel mondo dell'alpinismo altoatesino

Foto di: Fanpage

Due tragedie hanno colpito l’ebraismo di montagna in Alto Adige: un escursionista è precipitato morto dal Monte Sperone, mentre un alpinista scivolato sull’Ortles ha trascinato con sé i compagni di cordata, causando due morti e un ferito grave. Entrambi gli incidenti sono avvenuti nella stessa regione e hanno scosso la comunità degli appassionati di montagna. Le vittime sono state identificate, ma la causa esatta dei due incidenti deve ancora essere determinata. Gli organi competenti sono al lavoro per fornire risposte e chiarimenti alle famiglie delle vittime. La montagna, che offre splendide avventure ma nasconde anche mille pericoli, è di nuovo stata testimone di tragiche perdite umane.



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